Dal Blog di Marco Travaglio (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/smonti/195632/)
In un vecchio varietà, Paolo Panelli teneva una rubrica dal titolo “La parola all’esperto” e spiegava agli italiani il bricolage di cui era, appunto, un grande esperto. Ogni sua lezione si concludeva così: “A questo punto voi mi chiederete che cos’è il legno. Ed eccomi qui pronto a spiegarvelo: il legno è il legno”. La scena si sta ripetendo con i presunti tecnici del governo Monti che, quanto ad argomenti tecnici sul Tav Torino-Lione, non hanno nulla da invidiare ai politici dai quali dicono di volerci salvare. Ma nemmeno a Panelli. La loro adesione al Tav si fonda su questa motivazione squisitamente tecnica: “Il Tav si deve fare perché si deve fare”. C’è anche una variazione sul tema, anch’essa molto tecnica: “Il Tav si deve fare perché così è stato deciso”.
Si sperava che almeno Monti, della cui preparazione nessuno ha mai dubitato e che ha trascorso ai vertici delle istituzioni europee gli ultimi anni della sua carriera, ci illuminasse con parole un tantino più dettagliate e persuasive. Invece è stato più evasivo di un Bersani, il che è tutto dire: “Il Tav in Valsusa si farà per rimanere agganciati all’Europa, in senso anche fisico”. E “per evitare che in un continente alla deriva diventi sempre più difficile trovare posti di lavoro”. Perché, a suo dire, il Tav “genera benefici economici rilevanti e posti di lavoro” e addirittura consente “a giovani italiani di garantirsi un futuro”. Ora, qualunque cantiere crea posti di lavoro, anche quelli addetti a spaccare pietre e poi a reincollarle, anche quelli specializzati nello spostare massi da A a B e poi da B ad A. Si tratta di vedere quanto rende l’attività di un cantiere e dunque quanto costa ciascun posto di lavoro: quando Ugo Fantozzi va in pensione e cade in depressione, la moglie Pina va dal megadirettore galattico e lo paga di nascosto perché si riprenda il marito a lavorare. Ecco: Monti è Pina e i posti di lavoro del Tav avranno la stessa utilità di quello di Fantozzi: zero.
Si tratta infatti di costruire una seconda linea ferroviaria accanto a quella esistente (la Torino-Modane, appena potenziata per 500 milioni e già inutilizzata per l’80-90%), scavando per 15 anni un tunnel di 60 km dentro una montagna piena di amianto e materiali radioattivi e devastando una valle. Il tutto a un costo chi dice di 8, chi di 18 miliardi (preventivi, naturalmente: i consuntivi in Italia sono sempre il doppio o il triplo) che ci vorranno due o tre secoli per ammortizzare. A questo punto, visto che per il Tav si prevede di dare lavoro a 3-4 mila persone, è molto meglio mandarli a spaccare pietre e poi a reincollarle, o a spostarle di qui a lì e di lì a qui: costa meno.
Oggi, negli articoli di Sansa e Ponti, i lettori del Fatto trovano altre smentite tecniche sul rapporto costi-benefici (i primi sovrastimati i secondi sottostimati) e sull’impatto ambientale-sanitario (devastante) del Tav: dati provenienti non dai black bloc o dagli anarcoinsurrezionalisti, ma dall’Europa, dall’Agenzia nazionale per l’ambiente francese e dai migliori atenei e politecnici italiani. E allora, se tutt’oggi le autorità europee e francesi ritengono i calcoli sul Tav approssimativi e inaffidabili, perché le ruspe sono già in movimento? Sul sito de lavoce.info, poi, si scopre che anche l’“aggancio all’Europa” di cui favoleggia Monti è una maxiballa: l’Italia è già agganciata alla Francia con l’autostrada, col treno veloce passeggeri (il Tgv), col treno merci (Torino-Modane) e via aerea.
Quanto all’epico Corridoio 5 da Lisbona a Kiev, “è solo un tratto di pennarello sulle carte” e soprattutto “la Commissione europea non richiede affatto che l’attraversamento delle Alpi sia effettuato con una linea ad Alta velocità/capacità: sia a Est sia a Ovest le merci continueranno a viaggiare su reti ordinarie, come del resto da Lione a Parigi”. Tutto questo i grandi giornali, house organ del Tav, non lo dicono. E neanche i “tecnici” di governo: perché non lo sanno o perché è meglio non dirlo? Nel primo caso sarebbero dei cialtroni, nel secondo dei banditi.
Il Blog è relativo all'attività politica della Lista Civica "una scelta diversa per il bene di Meana" presente nel Consiglio Comunale di Meana di Susa (Torino).
martedì 6 marzo 2012
giovedì 16 febbraio 2012
APPELLO PER UNA NUOVA MARCIA NO TAV IN VALLE DI SUSA
DA BUSSOLENO A SUSA
SABATO 25 FEBBRAIO
RITROVO DALLE ORE 13 IN PIAZZA DELLA STAZIONE A BUSSOLENO
Il popolo NO TAV scenderà ancora una volta in strada per ribadire il proprio rifiuto al progetto inutile e devastante della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.
La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con la Comunità Montana e l'assemblea dei sindaci della val Susa e val Sangone per ribadire l'unità del territorio nel respingere quest'opera.
Sarà un’ occasione per rilanciare la mobilitazione e sancire la legittimità della resistenza in corso da mesi contro il cantiere di Chiomonte, area militarizzata.
Esprimeremo anche in questa giornata la nostra vicinanza e solidarietà nei confronti delle persone arrestate e inquisite per aver lottato al nostro fianco e invitiamo tutte le loro famiglie a partecipare con noi a quella che sarà una grande giornata di testimonianza e gratitudine.
Saranno bene accetti anche questa volta tutti coloro che giungeranno in valle per supportare le istanze del movimento NO TAV che sempre più sta diventando simbolo di riscossa per chi lotta contro i poteri forti e riferimento per le idee di un altro mondo possibile.
Vi aspettiamo numerosi e determinati.
IL MOVIMENTO NOTAV
domenica 12 febbraio 2012
Svelato l’accordo segreto tra Italia e Francia
Movimento NO TAV
Una garanzia per il futuro
www.notav.info - www.notav.eu - www.notav-valsangone.eu - www.notavtorino.org
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Comunicato Stampa
dalla valle che resiste e non si arrende, 12 febbraio 2012
Svelato l’accordo segreto tra Italia e Francia per scucire € 3,3 miliardi all’Unione Europea
Il testo dell’Accordo di Roma del 30 gennaio 2012 sulla Torino-Lione è ora a disposizione dell’opinione pubblica grazie al Movimento No TAV
Comparso il 30 gennaio 2012 su un tavolo del Ministero delle Infrastrutture italiano a Roma, rapidamente firmato da Thierry Mariani, ministre chargé des Transports per la Francia e da Mario Ciaccia, vice-ministro alle Infrastrutture per l’Italia, l’accordo italo-francese per dare il via alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione era stato perso di vista subito dopo.
Gli uffici del Ministero italiano sono stati raggiunti da numerose telefonate di europarlamentari che desideravano averne una copia per conoscere i dettagli dell’accordo non riportati dai media. La risposta degli uffici romani è stata invariabilmente: “non sappiamo dove sia stato archiviato, ci dispiace”.
Ma come nelle favole, questo documento romano accuratamente nascosto è apparso improvvisamente per dislocazione magica su un tavolo piemontese, e il Movimento No TAV è ora in grado di renderlo pubblico.Attendiamo ora che il Ministero italiano pubblichi sul suo sito l'accordo e gli allegati citati tuttora non pervenuti.
Si tratta di un testo di 24 pagine e 28 articoli[1] redatto allo scopo di convincere la Commissione Europea che Italia e Francia sono d’accordo a realizzare la nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Ricordiamo che tale accordo dovrà prima di tutto essere ratificato dai rispettivi parlamenti nazionali.
Secondo le aspettative dei due Strati membri, l’Europa dovrà sborsare il 40% di un’opera che costerebbe € 8,5 miliardi[2] (ma per la Francia la stessa opera costerebbe € 8,2 miliardi[3]).
Come hanno confermato i quattro europarlamentari[4], che venerdì 10 febbraio hanno ispezionato il “non cantiere” de La Maddalena , non vi sono certezze che l’Unione Europea sostenga a fondo perso il 40% di questaGrande Opera Inutile per diverse ragioni tra le quali spiccano gli enormi ritardi già accumulati ad oggi nell’attività di progettazione e geognostica, la mancanza di certezze circa la capacità dell’Italia di finanziare interamente l’opera e, ultimo ma altrettanto importante, la mancanza di un rapporto costi benefici che garantisca le istituzioni finanziarie (tra le quali la Banca Europea per gli Investimenti - BEI) che dovrebbero aiutare Italia e Francia a trovare il denaro mancante.
Il processo di co-decisione in corso a Bruxelles tra la Commissione Europea e il Parlamento Europeo per l’approvazione di un nuovo regolamento relativo ai finanziamenti a fondo perso dei progetti TEN-T terminerà – se non vi saranno ritardi – non prima dell’inizio del 2013 per un'entrata in vigore nel 2014.
Tutte queste incertezze sono confermate dall’art. 1 comma 3, clausola principale di questo accordo, che rinvia all’Accordo di Torino del 2001[5] :
Questa clausola è stata volutamente nascosta nei Comunicati Stampa dei Ministeri italiano e francese, che hanno invece enfatizzato l’accordo affermando che “Il nuovo trattato sblocca definitivamente la realizzazione dell’opera che già alla fine dell’anno dovrebbe vedere l’apertura dei cantieri per il mega-tunnel di base” e addirittura “ La Torino-Lione , dopo tante vicissitudini e peripezie che hanno alimentato persino lo scetticismo che potesse essere mai realizzata, può diventare uno dei più importanti laboratori del nuovo approccio alla realizzazione delle opere … con l’obiettivo di contenere i costi ed evitare il sovradimensionamento dei lavori”.
Ci auguriamo che ora i media diano a questa clausola l’attenzione che merita.
Vi sono quindi forti probabilità che l’Unione Europea decida di non regalare denaro pubblico europeo per questaGrande Opera Inutile.
In quel caso l’Italia, o abbandonerà di sua iniziativa il progetto, oppure sborserà € 4,92 miliardi per la realizzazione della parte transfrontaliera della Torino - Lione al posto dei € 2,7 miliardi previsti (che in realtà la Francia calcola in € 3,01 miliardi), escludendo ben inteso i futuri aumenti, che per queste opere sono la certezza.
La firma di questo accordo dimostra che l’Italia e la Francia agiscono per scucire all’Unione Europea miliardi di euro in una Grande Opera Inutile.
Il Movimento No TAV denuncia con forza questo tentativo che, sotto l’apparenza di una apparente trattativa diplomatica per il progresso nelle comunicazioni ferroviarie, sembra essere un vero e proprio assalto alla diligenza condotto da tutti i governi che si sono succeduti da decine di anni.
E si augura che il Commissario Europeo ai Trasporti Siim Kallas – leggendo anche il rapporto che gli sarà inviato dai quattro europarlamentari che hanno visitato la Valle di Susa il 9 e 10 febbraio, assuma le decisioni conseguenti contro lo spreco dei fondi comunitari attraverso l’annullamento di questa Grande Opera Inutileche è prioritaria solo per trasferire denari europeo nelle casse di Italia e Francia.
1989 - 2012, 23 anni di opposizione popolare alla nuova linea ferroviaria Torino – Lione |
[1] Accordo di Roma del 30 gennaio 2012: http://www.notavtorino.org/documenti-02/testo-acc-ita-fra-30-1-12.pdf
[2] Comunicato Stampa italiano: http://www.notavtorino.org/documenti-02/ita-mit-su-acc-30-1-12.pdf
Comunicato Stampa intervento ministro Ciaccia: http://www.notavtorino.org/documenti-02/ita-vicemin-ciaccia-su-acc-30-1-12.pdf
[3] Comunicato Stampa francese: http://www.notavtorino.org/documenti-02/fr-min-mariani-su-acc-30-1-12.pdf
[4] Sonia Alfano, Eva Lichtenberger, Gianni Vattimo, Sabine Wils
[5] Accordo di Torino del 29 gennaio 2001: http://www.notavtorino.org/documenti-02/acc-ita-fra-2001.pdf
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mercoledì 8 febbraio 2012
Mezzi UN (Nazioni Unite) schierati a canteire di Chiomonte
Riportiamo il comunicato del Consigliere Regionale D. Bono in relazione alla presenza preoccupante di un mezzo "UN" schierato al cantiere di Chiomonte.
Domani, per sincerarsi della gestione all'interno della legalità delle opere propedeutiche al cantiere, saranno presenti alcuni europarlamentari, tra cui gli italiani Alfano e Vattimo, e venerdì pomeriggio hanno chiesto udienza alla Regione, alla Provincia e al Comune di Torino. Speriamo vivamente che la Giunta regionale sia presente e disponibile a fornire le dovute informazioni ai MEPs (Members of the European Parliament).
COMUNICATO STAMPA
GRUPPO CONSILIARE REGIONALE
MOVIMENTO 5 STELLE
«Missione di “pace” in Valsusa?»
Siamo venuti a conoscenza che da qualche giorno in quel di Chiomonte all'interno del "recinto/fortino" è presente un mezzo militare delle truppe interforze (vedi fotografia allegata).
Non ci sembra di aver avuto notizia dell'avvio di una missione internazionale di pacificazione delle popolazioni Valsusine.
Al netto degli avvenimenti che da mesi stanno avvenendo nei boschi vicini al Clarea riteniamo questo un segnale gravissimo di come si stia gestendo la "normalizzazione" Valsusina.
Domani, per sincerarsi della gestione all'interno della legalità delle opere propedeutiche al cantiere, saranno presenti alcuni europarlamentari, tra cui gli italiani Alfano e Vattimo, e venerdì pomeriggio hanno chiesto udienza alla Regione, alla Provincia e al Comune di Torino. Speriamo vivamente che la Giunta regionale sia presente e disponibile a fornire le dovute informazioni ai MEPs (Members of the European Parliament).
Davide Bono
Presidente gruppo consiliare regionale
MoVimento 5 Stelle
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Una Delegazione del Parlamento Europeo incontra i cittadini della Valle di Susa
giovedì 9 febbraio
ore 20.30
TEATRO DON BUNINO - BUSSOLEENO
Assemblea popolare
Una Delegazione del Parlamento Europeo incontra icittadini della Valle di Susa
mercoledì 28 dicembre 2011
Tav e militari: benvenuti a Chiomonte, territorio dell'Afghanistan
(da NuovaSocietà )
di Giulia Zanotti
Chiudete gli occhi. Immaginate un paese di montagna in inverno, con la neve sugli alberi e tra i sentieri. Immaginate poi mezzi blindati, metri di filo spinato e un ingente spiegamento di forze di polizia. Ora riaprite gli occhi e scoprirete che quello che vi può sembrare un villaggio nei pressi di Kabul, in un Afghanistan tormentato da tanti anni di guerra, è in realtà Chiomonte. In Valsusa, a un'ora di strada da Torino.
Già, due luoghi così lontani, ma in che quest'inverno sono diventati così simili per l'imponente numero di mezzi militari che presidiano l'area dove sorge il cantiere della Tav. Quello che succede in questi giorni a Chiomonte, che dal primo gennaio diventerà "sito strategico nazionale", è documentato in un video che i No Tav stanno facendo girare su internet.
Così si scopre che basta avvicinarsi alle recinzioni per chiedere qualche informazione perchè le forze dell'ordine che presidiano la zona si mobilitino. Uomini in borghese e in divisa osservano prima da dietro le reti e poi escono. Controllo documenti e identificazione filmata per tutti coloro che si aggirano attorno al cantiere. Poco importa se sono studenti, come capitato nei giorni scorsi a una scolaresca di Bergamo, o valsusini che vogliono capire che cosa succederà dopo il primo gennaio. A Chiomonte, provincia dell'Afghanistan, non si scherza e le uniche luci che hanno illuminato questo Natale sono state quelle dei mezzi blindati che continuano a presidiare la zona.
mercoledì 21 dicembre 2011
Auguri di Natale e filo spinato
(pubblichiamo volentieri questo comunicato del Gruppo Consigliare MoVimento 5 Stelle della Regione Piemonte)
Ieri sera sono stati recapitati gli auguri per le feste da parte del movimento NO TAV ai Consiglieri e agli Assessori del Consiglio Regionale del Piemonte, in un grazioso cartoncino, con allegato un pezzo della concertina (speciale filo spinato con lame) che difende il non-cantiere di Chiomonte .
Come Gruppo Consiliare abbiamo appoggiato l'iniziativa del movimento NO TAV, assicurandoci che le lettere arrivassero a buon fine a Palazzo Lascaris.
Leggiamo divertiti dell'ennesimo travisamento totale da parte di rappresentanti ridicoli, che parlano "utilizzo di toni forti" o addirittura c'è chi parla di "minacce di facinorosi".
L'intenzione alla base del poco gradito dono era di accurata informazione per tutti quei consiglieri che parlano senza giusta cognizione di causa, per mettersi più in vista con le lobbies che pagano le loro campagne elettorali. Possiamo assicurare che non vi era nessun intento offensivo, anzi per poter evitare qualunque possibile e accidentale ferimento con le acuminate lame della rete, il pezzo è stato accuratamente appiattito in modo che risultasse assolutamente complanare al cartoncino a cui è stato fissato con materiale adesivo. D'altra parte se la Regione utilizza o avalla l'utilizzo di una rete di siffatta pericolosità - utilizzato solo in scenari di guerra - non è certo colpa dei No TAV.
Siamo quindi molto dispiaciuti che gli auguri non siano stati graditi e siano stati ritirati dall'attento personale di sicurezza della Regione Piemonte.
Ma in un mondo alla rovescia in cui a rappresentare le "Istituzioni" sono persone che si professano appartenenti ad uno stato che non esiste e che dileggiano l'idea stessa di appartenenza allo "Stato Italiano", dove si tagliano le pensioni e si attaccano i risparmi degli italiani ma non le spese militari e le opere inutili, tutto è possibile.
Sta a noi costruire un mondo migliore. Senza reti.
Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle
Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle
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