domenica 12 febbraio 2012

Svelato l’accordo segreto tra Italia e Francia

Movimento NO TAV
Comunicato Stampa
dalla valle che resiste e non si arrende, 12 febbraio 2012
Svelato l’accordo segreto tra Italia e Francia per scucire € 3,3 miliardi  all’Unione Europea
Il testo dell’Accordo di Roma del 30 gennaio 2012 sulla Torino-Lione è ora a disposizione dell’opinione pubblica grazie al Movimento No TAV



Comparso il 30 gennaio 2012 su un tavolo del Ministero delle Infrastrutture italiano a Roma, rapidamente firmato da Thierry Mariani, ministre chargé des Transports per la Francia e da Mario Ciaccia, vice-ministro alle Infrastrutture per l’Italia, l’accordo italo-francese per dare il via alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione era stato perso di vista subito dopo.
Gli uffici del Ministero italiano sono stati raggiunti da numerose telefonate di europarlamentari che desideravano averne una copia per conoscere i dettagli dell’accordo non riportati dai media. La risposta degli uffici romani è stata invariabilmente: “non sappiamo dove sia stato archiviato, ci dispiace”.
Ma come nelle favole, questo documento romano accuratamente nascosto è apparso improvvisamente per dislocazione magica su un tavolo piemontese, e il Movimento No TAV è ora in grado di renderlo pubblico.Attendiamo ora che il Ministero italiano pubblichi sul suo sito l'accordo e gli allegati citati tuttora non pervenuti.
Si tratta di un testo di 24 pagine e 28 articoli[1] redatto allo scopo di convincere la Commissione Europea che Italia e Francia sono d’accordo a realizzare la nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Ricordiamo che tale accordo dovrà prima di tutto essere ratificato dai rispettivi parlamenti nazionali.
Secondo le aspettative dei due Strati membri, l’Europa dovrà sborsare il 40% di un’opera che costerebbe € 8,5 miliardi[2] (ma per la Francia la stessa opera costerebbe € 8,2 miliardi[3]).
Come hanno confermato i quattro europarlamentari[4], che venerdì 10 febbraio hanno ispezionato il “non cantiere” de La Maddalena , non vi sono certezze che l’Unione Europea sostenga a fondo perso il 40% di questaGrande Opera Inutile per diverse ragioni tra le quali spiccano gli enormi ritardi già accumulati ad oggi nell’attività di progettazione e geognostica, la mancanza di certezze circa la capacità dell’Italia di finanziare interamente l’opera e, ultimo ma altrettanto importante, la mancanza di un rapporto costi benefici che garantisca le istituzioni finanziarie (tra le quali la Banca Europea per gli Investimenti - BEI) che dovrebbero aiutare Italia e Francia a trovare il denaro mancante.  
Il processo di co-decisione in corso a Bruxelles tra la Commissione Europea e il Parlamento Europeo per l’approvazione di un nuovo regolamento relativo ai finanziamenti a fondo perso dei progetti TEN-T terminerà – se non vi saranno ritardi – non prima dell’inizio del 2013 per un'entrata in vigore nel 2014.
Tutte queste incertezze sono confermate dall’art. 1 comma 3, clausola principale di questo accordo, che rinvia all’Accordo di Torino del 2001[5] :
Questa clausola è stata volutamente nascosta nei Comunicati Stampa dei Ministeri italiano e francese, che hanno invece enfatizzato l’accordo affermando che “Il nuovo trattato sblocca definitivamente la realizzazione dell’opera che già alla fine dell’anno dovrebbe vedere l’apertura dei cantieri per il mega-tunnel di base” e addirittura “ La Torino-Lione , dopo tante vicissitudini e peripezie che hanno alimentato persino lo scetticismo che potesse essere mai realizzata, può diventare uno dei più importanti laboratori del nuovo approccio alla realizzazione delle opere … con l’obiettivo di contenere i costi ed evitare il sovradimensionamento dei lavori”.
Ci auguriamo che ora i media diano a questa clausola l’attenzione che merita.
Vi sono quindi forti probabilità che l’Unione Europea decida di non regalare denaro pubblico europeo per questaGrande Opera Inutile.
In quel caso l’Italia, o abbandonerà di sua iniziativa il progetto, oppure sborserà € 4,92 miliardi per la realizzazione della parte transfrontaliera della Torino - Lione al posto dei € 2,7 miliardi previsti (che in realtà la Francia calcola in € 3,01 miliardi), escludendo ben inteso i futuri aumenti, che per queste opere sono la certezza.
La firma di questo accordo dimostra che l’Italia e la Francia agiscono per scucire all’Unione Europea miliardi di euro in una Grande Opera Inutile.
Il Movimento No TAV denuncia con forza questo tentativo che, sotto l’apparenza di una apparente trattativa diplomatica per il progresso nelle comunicazioni ferroviarie, sembra essere un vero e proprio assalto alla diligenza condotto da tutti i governi che si sono succeduti da decine di anni.
E si augura che il Commissario Europeo ai Trasporti Siim Kallas – leggendo anche il rapporto che gli sarà inviato dai quattro europarlamentari che hanno visitato la Valle di Susa il 9 e 10 febbraio, assuma le decisioni conseguenti contro lo spreco dei fondi comunitari attraverso l’annullamento di questa Grande Opera Inutileche è prioritaria solo per trasferire denari europeo nelle casse di Italia e Francia.





1989 - 2012, 23 anni di opposizione popolare alla nuova linea ferroviaria Torino – Lione






[4] Sonia Alfano, Eva Lichtenberger, Gianni Vattimo, Sabine Wils
[5] Accordo di Torino del 29 gennaio 2001: http://www.notavtorino.org/documenti-02/acc-ita-fra-2001.pdf

mercoledì 8 febbraio 2012

Mezzi UN (Nazioni Unite) schierati a canteire di Chiomonte

Riportiamo il comunicato del Consigliere Regionale D. Bono in relazione alla presenza preoccupante di un mezzo "UN" schierato al cantiere di Chiomonte.






COMUNICATO STAMPA
GRUPPO CONSILIARE REGIONALE
MOVIMENTO 5 STELLE

«Missione di “pace” in Valsusa?»

Siamo venuti a conoscenza che da qualche giorno in quel di Chiomonte all'interno del "recinto/fortino" è presente un mezzo militare delle truppe interforze (vedi fotografia allegata).

Non ci sembra di aver avuto notizia dell'avvio di una missione internazionale di pacificazione delle popolazioni Valsusine.

Al netto degli avvenimenti che da mesi stanno avvenendo nei boschi vicini al Clarea riteniamo questo un segnale gravissimo di come si stia gestendo la "normalizzazione" Valsusina.

Domani, per sincerarsi della gestione all'interno della legalità delle opere propedeutiche al cantiere, saranno presenti alcuni europarlamentari, tra cui gli italiani Alfano e Vattimo, e venerdì pomeriggio hanno chiesto udienza alla Regione, alla Provincia e al Comune di Torino. Speriamo vivamente che la Giunta regionale sia presente e disponibile a fornire le dovute informazioni ai MEPs (Members of the European Parliament).

Davide Bono
Presidente gruppo consiliare regionale
MoVimento 5 Stelle

Una Delegazione del Parlamento Europeo incontra i cittadini della Valle di Susa

giovedì 9 febbraio
ore 20.30

TEATRO DON BUNINO - BUSSOLEENO
Assemblea popolare

Una Delegazione del Parlamento Europeo incontra icittadini della Valle di Susa

mercoledì 28 dicembre 2011

Tav e militari: benvenuti a Chiomonte, territorio dell'Afghanistan

(da NuovaSocietà )


di Giulia Zanotti
Chiudete gli occhi. Immaginate un paese di montagna in inverno, con la neve sugli alberi e tra i sentieri. Immaginate poi mezzi blindati, metri di filo spinato e un ingente spiegamento di forze di polizia. Ora riaprite gli occhi e scoprirete che quello che vi può sembrare un villaggio nei pressi di Kabul, in un Afghanistan tormentato da tanti anni di guerra, è in realtà Chiomonte. In Valsusa, a un'ora di strada da Torino.
Già, due luoghi così lontani, ma in che quest'inverno sono diventati così simili per l'imponente numero di mezzi militari che presidiano l'area dove sorge il cantiere della Tav. Quello che succede in questi giorni a Chiomonte, che dal primo gennaio diventerà "sito strategico nazionale", è documentato in un video che i No Tav stanno facendo girare su internet.
Così si scopre che basta avvicinarsi alle recinzioni per chiedere qualche informazione perchè le forze dell'ordine che presidiano la zona si mobilitino. Uomini in borghese e in divisa osservano prima da dietro le reti e poi escono. Controllo documenti e identificazione filmata per tutti coloro che si aggirano attorno al cantiere. Poco importa se sono studenti, come capitato nei giorni scorsi a una scolaresca di Bergamo, o valsusini che vogliono capire che cosa succederà dopo il primo gennaio. A Chiomonte, provincia dell'Afghanistan, non si scherza e le uniche luci che hanno illuminato questo Natale sono state quelle dei mezzi blindati che continuano a presidiare la zona.



mercoledì 21 dicembre 2011

Auguri di Natale e filo spinato

(pubblichiamo volentieri questo comunicato del Gruppo Consigliare MoVimento 5 Stelle della Regione Piemonte)



Ieri sera sono stati recapitati gli auguri per le feste da parte del movimento NO TAV ai Consiglieri e agli Assessori del Consiglio Regionale del Piemonte, in un grazioso cartoncino, con allegato un pezzo della concertina (speciale filo spinato con lame) che difende il non-cantiere di Chiomonte . 

Come Gruppo Consiliare abbiamo appoggiato l'iniziativa del movimento NO TAV, assicurandoci che le lettere arrivassero a buon fine a Palazzo Lascaris. 

Leggiamo divertiti dell'ennesimo travisamento totale da parte di rappresentanti ridicoli, che parlano "utilizzo di toni forti" o  addirittura c'è chi parla di "minacce di facinorosi". 

L'intenzione alla base del poco gradito dono era di accurata informazione per tutti quei consiglieri che parlano senza giusta cognizione di causa, per mettersi più in vista con le lobbies che pagano le loro campagne elettorali. Possiamo assicurare che non vi era nessun intento offensivo, anzi per poter evitare qualunque possibile e accidentale ferimento con le acuminate lame della rete, il pezzo è stato accuratamente appiattito in modo che risultasse assolutamente complanare al cartoncino a cui è stato fissato con materiale adesivo. D'altra parte se la Regione utilizza o avalla l'utilizzo di una rete di siffatta pericolosità - utilizzato solo in scenari di guerra - non è certo colpa dei No TAV. 

Siamo quindi molto dispiaciuti che gli auguri non siano stati graditi e siano stati ritirati dall'attento personale di sicurezza della Regione Piemonte.  

Ma in un mondo alla rovescia in cui a rappresentare le "Istituzioni" sono persone che si professano appartenenti ad uno stato che non esiste e che dileggiano l'idea stessa di appartenenza allo "Stato Italiano", dove si tagliano le pensioni e si attaccano i risparmi degli italiani ma non le spese militari e le opere inutili, tutto è possibile.

Sta a noi costruire un mondo migliore. Senza reti.
Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

sabato 5 novembre 2011

Comunicato Coordinamento Liste Civiche Valle di Susa


Come Amministratori del territorio della Valle di Susa esprimiamo profondo rammarico e preoccupazione per l’intenzione espressa dal Governo di voler rendere il sito del cantiere Tav di Chiomonte un’area di interesse strategico nazionale. Questa scelta rivela ancora una volta il tentativo di ridurre a questione di mero ordine pubblico l’ormai più che ventennale movimento di opposizione alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione. Il Governo nella sostanza mostra in questo modo il fallimento della sua capacità di governare in modo democratico, ricorrendo all’uso della forza per imporre un’opera a un territorio che con grande chiarezza continua a dimostrare di non volerlo per ben fondate motivazioni di carattere trasportistico, economico, ambientale.  Il consenso dei territori interessati dalla realizzazione dell’opera è peraltro un requisito considerato irrinunciabile dall’Europa per la realizzazione dell’opera stessa. La trasformazione del cantiere in area di interesse strategico nazionale – con conseguente inasprimento delle pene previste per chi eventualmente ne oltrepassasse i confini – che si andrebbe ad aggiungere alla recinzione doppia con filo spinato intermedio e alla presenza costante di un cospicuo numero di rappresentanti delle forze dell’ordine, tutto questo  appare come una chiara ammissione del fatto che solo con l’uso della forza sia pensabile far continuare a esistere un cantiere Tav in Valle di Susa.  La  cosa dimostra peraltro anche il totale fallimento del lavoro svolto dall’Osservatorio strategico sulla Torino Lione, costato al contribuente italiano un buon numero di milioni di euro, così come costa milioni di euro al contribuente italiano la militarizzazione del nostro territorio. Ovviamente la giustificazione ufficiale di tale modo di procedere da parte del Governo – ampliamente sostenuta da compiacenti mass media - è quella di agire nel superiore interesse dello Stato. La stessa definizione di area di interesse strategico nazionale vuole suggerire tale idea. Siamo profondamente convinti del fatto che sia  vero il contrario. La realizzazione della linea Tav Torino-Lione è solo nell'interesse di un ridotto numero di speculatori.
·      La linea costerebbe circa 20 miliardi di euro;
·       risulterebbe un 'opera del tutto inutile, dal momento che esiste già un collegamento ferroviario tra le due città  utilizzato, per quanto riguarda il decisivo trasporto di merci, attualmente a circa il 10% delle sua potenzialità. 
·      Il  passaggio di merci lungo tale direttrice è in costante calo da dieci anni a questa parte;
·       la realizzazione stessa dell’opera produrrebbe un numero di posti di lavoro estremamente contenuto rispetto alla spesa; per di più si tratterebbe comunque di lavoro per la  grandissima parte non specializzato e a tempo determinato;
·       il dispendio di energia per la  realizzazione della linea sarebbe tale da rendere il trasferimento merci su di essa più inquinante rispetto a qualsiasi  altra soluzione di trasporto utilizzabile (come dimostra lo studio realizzato a suo tempo da Federici);
·       infine tale opera comporterebbe la distruzione irrimediabile di beni non rinnovabili come il territorio e le falde acquifere. 
Siamo molto preoccupati del fatto che in un momento di grave crisi  economica come quello attuale, lo Stato italiano sprechi in questo modo grandi quantità di soldi pubblici, indebitando tra l’altro le future generazioni ; e in questo modo riproduca lo stesso perverso processo di appropriazione da parte di una minoranza della ricchezza di tutti, che ha portato alla presente crisi.  La nostra idea di opera strategica di interesse nazionale è ben diversa: non finanziare guerre, strumenti di morte come gli F35, grandi opere inutili, bensì la scuola, la ricerca, la sanità, le fonti di energia rinnovabili, le nuove tecnologie, le opere di salvaguardia del territorio (e quanto avvenuto di recente in Liguria dovrebbe servire da monito), le amministrazioni locali (garanzia di democrazia e di reale rappresentanza dei territori). Queste sarebbero opere di interesse nazionale, in grado di aprire prospettive per il futuro e di creare occupazione qualificata e a tempo indeterminato.
Per tutti questi motivi ci opponiamo con forza alla militarizzazione del nostro territorio e chiediamo l’immediata sospensione dei lavori al cantiere di Chiomonte.

Coordinamento Liste Civiche Valle di Susa
05 novembre 2011

NON AVETE NESSUN DIRITTO DI PIANGERE!



Voi che vi riempite la bocca di parole trite e ritrite: “crescita, sviluppo, competitività”. Ripetute come un mantra per nascondere il vuoto delle vostre idee. Dogmi imparati come scolaretti per essere promossi dalle maestrine di Confindustria e dei mercati finanziari.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che quando siete seduti sulle comode poltrone a Porta a Portavi lanciate, l’uno contro l’altro le medesime ricette stantie: “Dobbiamo rilanciare le grandi opere, dobbiamo far ripartire l’edilizia, ci vuole un nuovo piano casa, forse anche un nuovo condono”.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che con il fazzoletto verde nel taschino avete chiesto il voto per difendere la pianura padana da invasioni di ogni genere e poi dagli assessorati comunali, provinciali e regionali avete vomitato sulle campagne padane la vostra porzione di metri cubi di cemento, insieme a tutti gli altri.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che avete giurato fedeltà alla Costituzione ma poi non ne rispettate l’art. 9: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”, e approvate piani regolatori che hanno come unico obiettivo quello di svendere il territorio e di fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che, con l’arroganza di chi non ha argomenti, denigrate chiunque si opponga alla vostra furia predatoria di saccheggiatori del territorio. Voi che, con il risolino di chi è sicuro del potere che detiene, ridicolizzate tutti i giorni i comitati, gli ambientalisti, le associazioni, i cittadini, che mettono in guardia dai pericoli e dal dissesto idrogeologico creati dalle vostre previsioni edificatorie.
Non avete nessun diritto di piangere! Voi che siete la concausa delle catastrofi alluvionali, dovute alla sigillatura e all’impermeabilizzazione della terra operate dalle vostre espansioni urbanistiche, dai vostri centri commerciali, dai vostri svincoli autostradali. Voi che avete costruito il vostro consenso grazie alle grandispeculazioni edilizie, ai grandi eventi, alle grandi opere o anche alla sola promessa di realizzarle.
Non avete nessun diritto di piangere. Nessun diritto di piangere le dieci vittime dell’ennesima alluvione ligure. Né le vittime di tutte le precedenti catastrofi causate anche dalla vostra ideologia. Perché voi, iscritti e dirigenti del Partito del Cemento, siete i veri estremisti di questo paese.
Siete i veri barbari di questo nostro paese. Siete la vera causa del degrado ambientale, della violenza al paesaggio e dello sprofondamento del paese nel fango.
No. Non avete nessun diritto di piangere.
E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali. E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.
Fonte: http://domenicofiniguerra.it/2011/11/02/non-avete-nessun-diritto-di-piangere/