giovedì 28 luglio 2011

Riflessioni - Chiesa Valdese di Susa e Chiesa Battista di Meana

  
“Avanti con la resistenza passiva” 

Sabato 23 luglio ’11 un gruppo di membri della Chiesa Valdese di Susa si è riunito per discutere sulla situazione venutasi a creare in Valle a causa della militarizzazione del territorio per l’apertura del cantiere del tunnel geognostico alla Maddalena di Chiomonte. Dopo ampio dibattito i convenuti così hanno espresso la loro posizione in merito. 


Il gruppo di protestanti concorda con le parole d’ordine “Avanti con la resistenza passiva” con cui Giorgio Vair, il vicesindaco di San Didero e capogruppo in Comunità montana delle Liste civiche, riassume il senso e la modalità di lotta della maggior parte dei No TAV. Famiglie, sindaci, gente comune che in Val di Susa si stanno battendo contro la costruzione  della galleria esplorativa di Chiomonte . 
Il ministro Maroni è stato, in questo senso di parola, assicurando che i lavori per l’Alta Velocità Lione-Torino sarebbero ricominciati presto: di fatto, un annuncio di “guerra”. Il movimento No TAV, attivo ormai da anni sul territorio, è stato spesso interpretato sia come forma estremamente egoistica di ambientalismo nimby, sia come un laboratorio preziosissimo di democrazia diretta. Le ragioni della protesta sono semplici: 
  • i disagi che i lavori porteranno alla popolazione civile; 
  • i rischi ambientali che le trivellazioni porteranno, essendo la zona geologicamente ricca di uranio,amianto e altri materiali velenosi; 
  • dall'esame del progetto della "Nuova Linea Torino-Lione" emergono, per i medici valsusini, numerose problematiche legate agli aspetti sanitari, con possibili  pesanti ricadute sulla salute pubblica; 
  • l’inutilità di un lavoro, in considerazione del fatto che la linea ferroviaria normale è fortemente sotto-sfruttata e potrebbe essere potenziata, con una spesa di gran lunga inferiore ai lavori per la TAV che ha un costo non inferiore ai 20 miliardi di euro; 
  • il finanziamento europeo potrebbe coprire fra l'1,2 e l'1,6 miliardi di euro. Restano da trovare nelle casse dello Stato almeno 18,4 miliardi; cifra per la quale non vi è la benché minima ipotesi di copertura; 
  • l’idea che un lavoro così grande sul territorio non possa essere deciso “centralmente” e imposto alla periferia. Insomma, un’istanza per il decentramento del potere politico e per un grado maggiore di democrazia diretta. 

Non c’è alternativa: o non si è informati sull’opera o si è in mala fede! Ragioni, che non sembrano essere valide né per il Governo, né per una buona parte dell’opposizione:  ricordiamo che fra gli strenui difensori della TAV c'è anche il neo sindaco di Torino, Piero Fassino e che i deputati Esposito e Merlo, sempre del PD,  hanno più volte invocato l’intervento massiccio delle forze dell’ordine. 
Molti Valsusini hanno vissuto sulla propria pelle quanto è accaduto la mattina di lunedì 27 giugno e domenica 3 luglio. Svariate sono le testimonianze riportate su internet, sembra superfluo aggiungere  ulteriori considerazioni, ma la strumentalizzazione fatta dai media rende necessarie alcune precisazioni. 
Lo sgombero del presidio è avvenuto con l'impiego di  “mezzi speciali” e con il ricorso massiccio a lacrimogeni , non preoccupandosi della legittimità della protesta pacifica di un migliaio di persone, che sono state equiparate a truppe di invasori e nemiche. Il 3 luglio, almeno 70.000 persone hanno partecipato ad una marcia pacifica, cingendo poi d'assedio il cantiere. Dopo è iniziato il lancio di lacrimogeni, prima a ridosso delle vigne, causando gravi 
danni all'agricoltura viticola e ai campi di lavanda,  poi sul ponte sulla Dora vicino alla centrale elettrica.  Successivamente si è espanso il raggio d'azione ed è stato raggiunto il prato in cui una parte consistente di manifestanti avevano pranzato poco prima. Lacrimogeni che contengono  gas CS (orto-cloro-benziliden-malonotrile) proibito in guerra, perché arma chimica cancerogena, ma consentito in tempo di pace! Molte le testimonianze di violenza  nella zona della casetta, ferite e malori dovuti all’abuso dei lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo e all'uso di proiettili di gomma. 
Ci si può domandare come sia possibile la legittimazione di tanta violenza essendo un dato oggettivo che il movimento NO TAV è, da sempre, pacifico. Si pensi all'assurdità di forze militari, il cui costo ammonta a 200.000 € al giorno, schierate contro cittadini che legittimamente protestano da oltre 20 anni. 
Denunciamo con sdegno lo stato di militarizzazione in cui versa la valle e le continue menzogne, a livello politico e mediatico, che i cittadini italiani sono costretti a subire. 

Chiesa Battista di Meana: 
Lucia Alotto, Eugenio Bolley, Luigina Bollej, Leonardo Capella, Laura Carosso, Samuele Carosso, Elda Favro, Elia Mattone, Emanuela Tomassone, Flavio Tomassone, Mario Tomassone 

Chiesa Valdese di Susa:
Mariangela Allemand, Davide Bianco Dolino, Laura Braga, Tullio Braga, Olindo Bufalo, Cristina Filomena, Martina Filomena, Michele Filomena, Stella Filomena, Vincenzo Filomena, Maria Marullo, Federica Miletto, Natalia Nardone, Alma Peyronel, Ida Procopio, Elisabetta Serra, Solange Travers, Ivan Vieta, Lilia Vottero, Manuela Vottero 

Past. Laura Leone Pastora delle chiese Battista di Meana e Valdese di Susa. 

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